[Mettiamo le mani avanti: il contenuto di questo articolo è appositamente generalizzato. Nessuno si senta offeso: non ci comportiamo tutti allo stesso modo …]

Intervista doppia sulle riunioni ieri e oggi; quando ci riferiamo alla parola “riunione” si pensa subito all’ambito lavorativo, ma estendiamo il significato anche alle riunioni condominiali o a quelle scolastiche, ad esempio.

Ma cosa ne direbbe Giovanni Della Casa se assistesse alle riunioni in videocall ?? (si dovrebbe anche affrontare a muso duro l’abuso di inglesismi ma è un altro argomento)

Da www.galateoitaliano.it “Il galateo racchiude in sé tutte le norme e buone usanze che ogni persona dovrebbe seguire nelle varie situazioni pubbliche, siano esse momenti particolari della vita di ogni individuo […] oppure situazioni più comuni, come cene in un ristorante, incontri con un amico, viaggi e doni.”

Ovviamente il Monsignor Della Casa non si era posto il problema, aveva pensato (giustamente) a pranzi, matrimoni, all’abbigliamento… ma noi, stanchi della maleducazione o diseducazione o cattive abitudini che vediamo nella nostra quotidianità, abbiamo deciso di stilare il nostro Galateo della VideoCall. Attenzione: con questo non vogliamo né elevarci a paladini del bon ton, né esimerci dall’essere noi stessi portatori sani di comportamenti scorretti, vorremmo solo cominciare a imparare dai nostri stessi errori, ammetterli e migliorare tutti insieme. Che ne dici?

Allora partiamo con le basi:

  • Accendiamo sempre la videocamera! È molto più utile, proficuo, interessante vedere e farsi vedere anziché ascoltare solo le parole senza poter cogliere l’espressione dell’interlocutore, le sue reazioni, la gestualità (leggi l’articolo “C’era una volta la stretta di mano“)… è come la differenza tra un film in 2D e uno in 4D
  • La videochiamata è da considerarsi alla stregua di un incontro di persona: occorre quindi, in linea generale, adottare le stesse attenzioni e gli stessi comportamenti che si avrebbero sedendosi tutti allo stesso tavolo
  • Le riunioni non sono né reunion né sequestri di persona: il fatto di essere da remoto non significa che si crea una frattura spazio-temporale che porta al moltiplicarsi delle ore giornaliere, né che non si abbia altro da fare nella vita. Invitare troppe persone o fissare riunioni troppo lunghe crea un effetto dispersivo che danneggia il risultato stesso dell’incontro. Pochi ma buoni, sia i minuti che gli “invitati”

Considerando i tre punti iniziali, che riteniamo siano un must nell’educazione alle riunioni da remoto, sicuramente i nostri “mai più con” sono:

  • Microfoni aperti anche quando non si sta parlando: se già può creare disturbo in riunioni ristrette, figuriamoci durante un consiglio di istituto scolastico o una riunione condominiale
  • Persone che fumano o mangiano: non è rispettoso. Vero che sei a casa tua, ma in quel momento sei insieme ad altre persone e bisogna rispettare le regole delle buone maniere e di convivenza civile
  • Se non sai a cosa serve un tasto, non schiacciarlo. Ne abbiamo viste di tutti i colori, ultima fra tante durante l’open day online di una scuola con più di 200 utenti, uno di questi completamente ignaro di quello che stava facendo ha condiviso il proprio schermo …
  • Chiedere la parola “alzando la mano” e non sovrapponendosi con la voce, perché la sovrapposizione della voce nelle video chiamate rende tutto maggiormente incomprensibile rispetto alle riunioni di “ieri”. Ovviamente il relatore dovrà controllare se qualcuno ha alzato la mano e dargli la parola
  • Abbigliamento: siamo diventati tutti mezzibusti, quindi via libera alla ciabatta, per carità, e passiamo anche il pantaloncino corto quando fa caldo; ma per favore, contegno: il pantalone del pigiama “tanto non si vede” proprio no! Perché alla fine capiterà l’occasione in cui si vedrà e non è un bel vedersi.
  • Webcam semoventi: nonostante l’imperativo che vuole la webcam accesa, se abbiamo proprio l’esigenza impellente di spostarci durante una video-call, spegniamola. Si dà altrimenti l’impressione di poca attenzione e spesso causa una ripresa video da montagne russe particolarmente fastidiosa per lo spettatore
  • Non siamo registi né cameraman ma inclinare un monitor, spostare una webcam, o mettere un libro sotto al portatile per rialzarlo leggermente siamo tutti capaci di farlo, quindi quelle inquadrature artistiche che prendono solo la fronte, che mozzano la testa appena sotto al mento, o che inquadrano il nostro lato migliore forse meglio evitarle
  • Siamo qua!! Sempre in ottica di essere registi di sé stessi e di considerare gli incontri a distanza alla stregua di riunioni “dal vivo”, ricordiamoci dove guardiamo: cerchiamo, per quanto possibile, di guardare nella direzione della webcam, cioè posizioniamo la finestra della videochiamata in quella direzione così guardiamo gli altri, che hanno l’impressione di essere guardati. Altrimenti il risultato è che sembra che ci stiamo facendo i fatti nostri, quando invece siamo pienamente coinvolti nella discussione (o anche se non lo siamo)
  • Attenzione all’ambiente! Vero che lo sguardo si dovrebbe soffermare sulla persona che è in primo piano, ma a volte l’occhio cade dove non dovrebbe; quindi, consideriamo ciò che c’è alle nostre spalle. Se siamo in un ambiente affollato, dove potrebbero passare persone, dove si potrebbero vedere cose che è non si vuole condividere (appunti sulla lavagna, foto dei bambini, la signora delle pulizie che passa…) allora usiamo uno sfondo virtuale, in qualsiasi tool di collaboration ce ne sono già preimpostati o si possono creare custom con foto di paesaggi, logo o grafica aziendale, stanze che sembrano veri uffici, disegni psichedelici… questo permette non solo di nascondere quello che abbiamo alle spalle, ma di concentrare maggiormente l’attenzione dei nostri interlocutori sui noi stessi anziché su ciò che accade o abbiamo alle spalle
#daivalorealtempo
  • Il tempo è tiranno, e con questo purtroppo ci scontriamo tutti, tutti i giorni. Aggiungiamo che le riunioni ormai la fanno da padrone sui nostri calendari professionali e non, tanto che qualcuno (…) deve mettersi un impegno ricorsivo per salvarsi almeno il pranzo. Ma nessuno, ad oggi, ha il dono dell’ubiquità, quindi non vale la regola “per un punto (persona / orario) passano infinite rette (riunioni)” quanto che da due punti dati (persona / orario) passa una e una sola retta: essere convinti di parlare con qualcuno che in realtà sta ascoltando solo con un orecchio (e anche meno) e che a fronte di una domanda fa scena muta perché neanche sa di essere stato interpellato visto che ha un’altra videochiamata attiva sul cellulare… non era meglio fissare in un altro orario o giorno allora?
  • Puntualità. Crediamo che non serva dire altro. Già è snervante aspettare un amico con cui poi si va a divertirsi, figuriamoci stare davanti a una simpatica schermata che ci invita ad aspettare chi ha tanto insistito per parlarci proprio in quel momento per una questione di massima urgenza, o intrattenere n persone in una riunione in attesa di qualcuno… lo stesso qualcuno che magari l’aveva fissata dicendo che non era assolutamente posticipabile!
  • E per finire … i saluti iniziali. Salutare è indice di buone maniere e su questo siamo tutti d’accordo. Ma se arrivi in ritardo durante una riunione già iniziata, già nel pieno della discussione, allora entra in punta di piedi come al cinema quando le luci sono ormai spente, non rendere tutti partecipi del fatto che ci sei (a meno che non sia tu l’attore principale che tutti stavano aspettando), non irrompere accendendo le luci e attirando i riflettori su di te (in modo negativo, oltretutto)

Maleducazione è anche tediare le persone, quindi ci fermiamo qui (almeno per ora) lasciandoti con una domanda: secondo te Giovanni Della Casa sarebbe d’accordo con la nostra visione? Ma soprattutto, tu lo sei?

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